Uno schema corretto deve garantire ai suoi singoli movimenti un carattere d’indipendenza e neutralità.
Sarà poi il direttore a raggrupparli, a creare il nesso musicale fra essi.
Gli schemi fin qui proposti garantiscono la neutralità di base, perché si tratta appunto alla fin dei conti dello stesso identico gesto ripetuto nei diversi punti dello schema ( vedi articolo precedente ).
Purtroppo spesso si vedono schemi errati che non hanno queste caratteristiche e devo dire, con mia grande sorpresa, di aver visto orchestre fra le migliori al mondo, che di solito possono suonare anche senza curarsi molto della gestualità del direttore, riflettere inconsciamente durante l’esecuzione queste negatività.
Fare un elenco di tutti gli schemi errati ci prenderebbe molto tempo ma vale la pena soffermarsi su quelli più diffusi nelle sale da concerto e che, purtroppo, trovano proseliti fra i giovani che guardano ai direttori famosi in cerca di punti di riferimento.
Fra gli schemi dello staccato (dimenticavo: molte scuole ignorano la differenza fra schemi dello staccato e legato) senz’altro il più popolare è questo, e, disgraziatamente, nelle sue varianti si trova dalle copertine di quasi tutti i manuali di direzione d'orchestra, ai video reperibili su youtube.
Osservate attentamente le due immagini qui sotto
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Tanto per cominciare è difficile capire a quale categoria appartengono, staccato o legato, piuttosto sembrerebbero un ibrido. Inoltre ad uno primo sguardo danno l’impressione di essere di una chiarezza estrema, in realtà offrono una trasmissione del tempo molto confusa e vi spiego la ragione.
Per capire in fondo perchè quegli schemi sono da cestinare osservate esattamente come l'occhio del musicista percepisce gli impulsi
Il grande difetto delle 2 immagini sopra allegate è l’assoluta mancanza di percussione dei diversi punti sul piano ideale cosa che invece potete notare nel video seguente:
Questo di seguito è quindi il corrispondente schema del 4 staccato

(dal libro/DVD "introduzione alla tecnica della direzione d'orchestra)
Durante l'utilizzo della variante imputata, ( a volte denominata "croce") l’occhio del musicista impegnato nella lettura della parte non percepisce gli impulsi perché essi in realtà mancano, essi ci sono ma a livello di intenzione mentale del direttore, la loro esteriorizzazione non è altrettanto evidente come si vorrebbe ritenere (i professori d'orchestra in genere correggono inconsciamente questo gap, vedi intervista ad Antonio Ballista).
Ciò può provocare degli squilibri durante l'esecuzione e mandare fuori i musicisti, cosa che succede nel video seguente




